Una mano che si sporge dalle sbarre del lettino...
Gli occhi che ti raccontano mille storie...
Il palloncino che deve essere mezzo sgonfio, o non fa il suono giusto...
L'erba che immancabilmente finisce tra i tuoi denti...
L'altalena che dopo due minuti bisogna cambiare...
La casetta di legno dove è facile entrare, ma non altrettanto uscire...
Quelle tute dai colori improponibili...
Il passeggino dalla cinghie strette che vanno slegate...
L'armadio con le ante più rumorose...
Le note più basse del pianoforte...
La piscina delle palline che non è che poi ti piace così tanto...
Quel cavo di alimentazione della radio che chissà come non ti centra mai l'occhio...
La pappa e il pannolino di Dalibor...
L'acqua...
La cioccolata e le caramelle gommose...
Sdenka che ti ama come se fossi un figlio...
Spero di aver messo dentro tutto.
Buon viaggio Luka...
spero un giorno di poterti riabbracciare
Dopo giorni di mancato sole finalmente stamattina il cielo era terso.
Poco male se è durato poche ore.
Quel caldo tepore e quella luce inaspettata un po' di allegria me l'ha messa...
Qualcuno mi ha detto che devo smetterla di farmi condizionare dal tempo. E credo proprio che sia vero, ma... stamattina il sole mi aveva messo di buon umore. Mi ha fatto pensare che ho proprio voglia di primavera, di fiorellini e erba verde nei prati, quel verde che fa male agli occhi.
Quel verde che ti fa venire voglia di prendere una coperta, andare in un prato disperso e passare tutta la giornata a pensare a nulla, magari con un abbraccio, un bacio...
Tra un po' è primavera...
… la coperta è pronta...
Solitamente quando torno da Gornja Bistra la prima cosa che faccio è scrivere di quel posto, questa volta mi ci è voluto un po' più di tempo,per metabolizzare tutto.
Per capire tante cose, per marchiarle indelebilmente nel mio cuore e rendermi conto che il mio ritorno a casa questa volta è stato ancora più bello, è stato diverso da ogni singola volta in cui sono andata a Gornja.
Questa è stata diversa perchè per la prima volta in quasi otto anni che vado in quell'ospedale ci sono tornata non più da sola, ma con Andrea, dopo un anno che proprio a Gornja l'ho conosciuto, e dopo un anno di cambiamenti, di cose belle e di cose brutte che mi sono capitate.
Ci sono tornata innanzitutto perchè il Massi ha accettato di allargare un po' il gruppo.
Ci sono tornata per la terza volta con persone con cui mi trovo benissimo, che ormai fanno parte di quel cambiamento che è iniziato un po' il 23 Dicembre 2007, un po' il 23 Febbraio 2008 e un po' da quest'estate.
Sono felice. Sono tornata a casa con tanti bei ricordi, tante risate, tante sorprese da parte dei bimbi, e soprattutto con qualche amico in più. Il miracolo di Gornja ancora una volta mi ha fatto incontrare il bello di ogni persona, e sono sempre più convinta che nel Natale 2007 in mio regalo più bello l'ho trovato a Gornja. So che... ho trovato un tesoro inestimabile.
E a distanza di un anno è bello tornare in quei posti, con le stesse persone, con alcune nuove, e ogni tanto andare in giro per i corridoi mano nella mano con Andrea, e vedere nei suoi occhi la gioia di giocare con Luka, la gioia di esere a Gornja dopo un anno e vedere che nulla è cambiato, e contemporaneamente è cambiato tutto.
Una settimana stupenda.
Una settimana da favola.
Come ogni anno...
Come sempre da quasi otto anni...
La Federicacompa va a Gornja Bistra.
“Il faro tagliava la notte
un filo d'acqua bagnava la strada
camminavano insieme in direzione del ponte
da un portone una tromba suonava
lei guardava in basso le scarpe, fra cicche spente, giornali e lattine
lui fischiava un vecchio blues e pensava a una cosa qualunque da dire
MA NON PIANGERE PER ME, non piangere per me perchè presto o tardi sai
sarò di nuovo qui intorno.
MA NON PIANGERE PER ME, non piangere per me
CI TROVEREMO ANCORA SAI IN QUALCHE SLPENDIDO GIORNO.
Una vecchia indiana vestita di giallo
li osservava seduta a un balcone
lei sorrise appena e gettò una moneta al mendicante dal cappello marrone
lui marcava i passi come Jimmy Dean masticando qualche frase di addio
ogni cosa è già fatta ogni cosa è già detta quando vedi che il racconto è finito
MA NON PIANGERE PER ME, non piangere per me perchè presto o tardi sai
sarò di nuovo qui intorno.
MA NON PIANGERE PER ME, non piangere per me
CI TROVEREMO ANCORA SAI IN QUALCHE SLPENDIDO GIORNO.
Il marciapiede era grigio e deserto
nella notte un lampione brillava
lui la strinse forte al suo fianco mentre lontano un cane abbaiava
era tutto scritto da sempre sai era racchiuso nel mazzo di carte
che la donna rossa si incontra col fante ma alla fine il giro riparte
MA NON PIANGERE PER ME, non piangere per me perchè presto o tardi sai
sarò di nuovo qui intorno.
MA NON PIANGERE PER ME, non piangere per me
CI TROVEREMO ANCORA SAI IN QUALCHE SLPENDIDO GIORNO.
Lei gli disse che il viaggio sia buono
lui rispose soltanto : lo sarà”
Prendo delle lettere a caso e le metto vicine perchè abbiano un senso.
Vedo che stanno bene e le riscrivo più grandi.
Poi torno indietro e vedo che dietro ogni lettera c'è una storia, c'è un ricordo.
E mi incanto a vedere e a ritornare con la mente ad ogni piccola cosa.
Al bacio dato piano, alla paura di non essere accettata, alla gioia nel vedere che forse non è così.
Alla gioia di trovare delle persone con cui stare bene, con cui parlare.
Degli amici.
E poi... e poi ripenso che nessuno ha mai fatto tanto per me, e non so se merito tutto questo. So che non basta un grazie, non so se mai basterà per ogni emozione che tutte le volte provo, per ogni sensazione nuova...
Una stretta di mano... uno sguardo complice... un abbraccio accennato...
Prendo delle lettere a caso e le metto vicino perchè abbiano un senso.
Vedo che stanno bene e le riscrivo più grandi.
Grazie Andrea.
Suona bene.
Sabato mattina. Il treno corre veloce sul binario, ma non abbastanza per i miei gusti. Negli auricolari Ligabue. E mi viene in mente il 4 Ottobre. Ultimamente la mia vita, i miei ricordi sono legati a dei numeri, a delle coincidenze. Beh, il Liga sono andata a vederlo all'apertura del tour estivo a Milano. Con Andrea. Il 4 Ottobre sono andata a vedere la chiusura del tour estivo di Ligabue a Verona. Con Andrea. Due concerti bellissimi e diversissimi tra di loro... uno... beh sudore, casino, voce rauca. L'altro... di pura emozione, in un anfiteatro splendido. Uno rock puro. L'altro teatrale, d'effetto visivo, di impatto emotivo fortissimo. Un pugno nello stomaco, da farfalle nello stomaco, da lacrime di meraviglia. E senza nemmeno farlo apposta oltretutto. Uno super programmato, con mesi di anticipo. L'altro... deciso all'ultimo. E giuro che sono stati soldi spesi bene. Talmente che quasi quasi ci attaccavo il terzo, quello più intimo, quello nel teatro, con la sola chitarra. Peccato per le due esigue date.
Ora sono qui col mio portatile, e mi ascolto quelle canzoni. Che mi ricordano il caldo, il sudore, le ore in piedi, tutti pigiati... Che mi ricordano le luci flebili delle candele accese, il cielo lucido e una mano stretta che vale più di mille parole.
Attorno a me ci sono un sacco di persone, e mi chiedo se riescono a sentire i miei pensieri, mi chiedo se dal mio viso riescono a leggere tutto quello che sto rivivendo, perché a volte per ricordare quello che ci capita non bastano le fotografie. Non bastano i video, perché quello che le fotografie e i video non riescono a catturare è... la storia che racconta il cuore, quella che viene chiusa in quella parte remota che esce solo quando vuole lei, inaspettatamente, anche senza motivo a volte. Senza collegamenti e senza preavviso. Arriva. E torni indietro e dici... Dio che bello che è stato. E lo vorresti rifare, proprio in quel preciso istante. Perché se poi lo si rimanda non vale più.
Poi guardo fuori dal finestrino. E vedo l'alba. E penso che è la cosa più bella che si possa vedere assieme ad una persona. Non La persona. Perché chissà... ma... assieme a lui... per poter dire : questo giorno l'ho cominciato con te.
… . “Credo che adesso mi devi far sentir le mani... che a quelle credo”... non so perché le canzoni del Liga mi prendono tanto... ma... è uno dei pochi, se non l'unico cantante ITALIANO, che con le sue canzoni mi fa piangere, mi fa riflettere e mi ci riconosco... è istinto, è amore per la sua voce, è ammirazione per la persona che è... per le sue idee... non so..
So solo che sono stata a due concerti bellissimi, che a risentirlo su youtube dico... “Ma è stato molto più bello...” Oppure semplicemente è che lui è magnetico, e non annoia e lo ami.
Lo ami o lo odi. Ti diverti o ti annoi a morte. Ci vai una volta sola e mai più o ci torneresti ancora e ancora.
E alla fine del concerto ovviamente dici: ci tornerò tra due anni, ma poi non ce la fai, e se fa una data nei tuoi paraggi, se trovi i biglietti (li cerchi perché speri di trovarli) ci vai. E non ti penti. Anzi, aggiungi un pezzettino di memoria in quel posticino e lo tiri fuori esattamente quando serve. E poi il bello è che ognuno ha la sua canzone preferita. Che non fa quasi mai al concerto ma fa lo stesso, meglio così, casomai la rovinasse...
E poi... beh... la cosa più bella è quando puoi seguire i suoi consigli....
E... che consigli...
Ancora una volta sono partita per Gornja Bistra, paesello magico vicino a Zagabria dove vivono in una villa rinascimentale un centinaio di bellissimi angioletti. Lo scopo della settimana era quello di non sentire troppo la mancanza di Andrea, negli States meritatamente (mi raccomando have much fun e torna felicissimo e soddisfatto), e il resto... beh... mi andava bene tutto. Poi ho scoperto che avrei convissuto con i genitori di Tajson (Franca e Filippo, con il figlio Andrea, lo vogliono adottare) e quindi da brava curiosa ero stra entusiasta di questa cosa. Sapere che ci sono persone che sono disposte ad adottare un bimbo con gravi problemi è ammirevole, poi... diciamo che è stata una bella, bellissima scoperta questa famiglia, e sono sicura che Tajson la completerà ancora di più, e se possibile la renderà ancora più ricca. Di nuove esperienze, di conquiste, di lotte e di Amore. Quell'amore disinteressato che senti dentro, quando li vedi assieme, quando lo sguardo di Tajson si posa sulla mamma, quando Andrea chiede di andare a prendere Tajson, di Filippo che li ama totalmente. Bello. mi ha fatto bene al cuore, mi ha fatto capire che nonostante le brutture del mondo c'è chi sa amare davvero, e di certo guidato da un Bene superiore. Sono quelle persone che ti entrano dentro, quelle persone che non escono più dalla tua vita. Tante cose le ho dette, le ho scritte, quindi credo che la cosa migliore che io posso scrivere è GRAZIE. Grazie a Yuri per il fatto che ha voluto andare a trovare Toni. Grazie al Tia e alla Alessia, perchè vederli con Tajson mi ha fatto pensare che è bello amare totalmente una persona ed è bello voler fare dei progetti con quella persona. Grazie a Silvia, perchè grazie a lei sono riuscita a esprimere quello che provavo senza aver paura di essere giudicata. Grazie ai tre moschettieri Davide, Filippo e Enrico, perchè in questa settimana mi hanno coccolata un sacco, e mi hanno dato modo di pensare che si può essere giovani e si può aver voglia di divertirsi senza tante cose inutili. Grazie a Fabio, perchè nei miei momenti di malinconia mi ha saputa capire.
Grazie a Gloria e Marina, perchè ho visto come è bello e quanto sia possibile condividere Gornja Bistra con i propri genitori e rafforzare il legame che c'è tra madre e figlia. Grazie a Marina, per la sua instancabile voglia di stare con noi ragazzi e per l'esempio che da... E ovviamente grazie ai bimbi, perchè sono loro il motivo per cui piango più spesso... ma sono lacrime di gioia, perchè un loro sorriso ti scioglie... Spero che tutti possano trovare la loro Gornja Bistra, ovunque essa sia.
... per cancellare qualche chilometro
... per averti qui sempre
... per togliere ogni paura
... per essere con te per sempre
... per eliminare dalla faccia della terra chiunque ti ha fatto del male
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